Louis Armstrong, Chuck Berry, Ray Charles, B.B. King, Tupac Shakur.
Non è una classifica perché (sebbene potrebbe sembrare un’eresia) dal mio punto di vista l’ultimo vale quanto il primo.
Tupac era il rap. Quello che dalla nascita era un genere di protesta sociale e politica, è diventato il genere delle puttanelle, dei papponi, delle squinzie. Tutto quello che il rapper medio canta abbraccia due argomenti: money and women (molto più spesso “bitches”).
Per me è il definitivo declino, un tramonto senza sole, la triste scomparsa e discesa di un genere che per anni passeggiava mano a mano con il folk di Bob Dylan.
-Krynor
Niente da dire se non: agghiacciante.
-Krynor